<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dott. Ettore Giovanni Basso</title>
	<atom:link href="https://www.ettorebasso.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ettorebasso.it/</link>
	<description>Cardiologo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Oct 2025 05:40:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/06/cropped-ettorebasso_favicon-32x32.png</url>
	<title>dott. Ettore Giovanni Basso</title>
	<link>https://www.ettorebasso.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Palpitazioni: come distinguere quelle innocue da tachicardia e fibrillazione atriale</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/palpitazioni-distinguere-ansia-tachicardia-fibrillazione-atriale/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/palpitazioni-distinguere-ansia-tachicardia-fibrillazione-atriale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 07:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tachicardia e Fibrillazione]]></category>
		<category><![CDATA[battito accelerato]]></category>
		<category><![CDATA[cardiopalmo]]></category>
		<category><![CDATA[fibrillazione atriale]]></category>
		<category><![CDATA[palpitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tachicardia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti, almeno una volta, hanno provato la sensazione del cuore che “batte forte”; e si sono chiesti se fosse normale o pericoloso. Le palpitazioni non sono tutte uguali.  Alcune fanno parte della risposta naturale del nostro organismo &#8211; ad esempio a un’emozione, o a uno sforzo, oppure a una situazione di stress. Altre invece segnalano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/palpitazioni-distinguere-ansia-tachicardia-fibrillazione-atriale/">Palpitazioni: come distinguere quelle innocue da tachicardia e fibrillazione atriale</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Molti, almeno una volta, hanno provato la sensazione del cuore che “batte forte”; e si sono chiesti se fosse normale o pericoloso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le palpitazioni non sono tutte uguali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcune fanno parte della risposta naturale del nostro organismo &#8211; ad esempio a un’emozione, o a uno sforzo, oppure a una situazione di stress. Altre invece segnalano la presenza di un’aritmia vera e propria, cioè un <strong>disturbo del ritmo cardiaco</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Saperle distinguere, almeno a grandi linee, è molto utile; soprattutto per collaborare meglio con il proprio medico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Palpitazioni: un termine ampio</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando parliamo di “palpitazioni” ci riferiamo semplicemente alla percezione del nostro battito. È un sintomo, non una diagnosi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo distinguere 3 casi:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>un aumento fisiologico della frequenza cardiaca</b><span style="font-weight: 400;">, come quando siamo agitati, preoccupati o dopo una corsa;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>una tachicardia sopraventricolare, </b><span style="font-weight: 400;">o </span><b>TSV</b><span style="font-weight: 400;">, cioè un’aritmia che parte dagli atri o dal nodo atrio-ventricolare;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>una fibrillazione atriale, o FA</b><span style="font-weight: 400;">, l’aritmia più comune, caratterizzata da un ritmo irregolare e spesso veloce</span></li>
</ul>
<h2><span style="font-weight: 400;">Come si distinguono</span></h2>
<h3>Tachicardia e Fibrillazione Atriale<b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">In questi casi l’episodio </span><b>arriva all’improvviso</b><span style="font-weight: 400;">, come se qualcuno avesse premuto un interruttore. </span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il battito diventa </span><b>subito molto veloce</b><span style="font-weight: 400;">, sopra i 140-150 al minuto, e resta costante per tutta la durata della crisi. Non si tratta di momenti fugaci: </span><b>può durare almeno mezz’ora</b><span style="font-weight: 400;">, a volte ore.</span></p>
<p><b>La fine è netta</b><span style="font-weight: 400;">, e chi sperimenta questi episodi spesso descrive una sensazione di “stop”. Subito dopo può comparire anche un </span><b>bisogno impellente di urinare</b><span style="font-weight: 400;">, un segno abbastanza tipico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Importante: questi episodi </span><b>non migliorano con tecniche di rilassamento</b><span style="font-weight: 400;"> o con un ansiolitici; continuano finché non si interrompono da soli o con un intervento medico.</span></p>
<h3>Battito accelerato per cause naturali</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui invece l’</span><b>inizio è graduale</b><span style="font-weight: 400;">, il cuore accelera piano e non bruscamente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La frequenza cresce ma resta più contenuta, proporzionata alla situazione &#8211; ad esempio un’emozione forte, o una preoccupazione; oppure una febbre, o una corsa improvvisa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli episodi sono</span><b> più brevi</b><span style="font-weight: 400;">, spesso inferiori alla mezz’ora, e non si interrompono all’improvviso ma</span><b> si spengono lentamente</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo caso il rilassamento, la respirazione lenta o anche un blando sedativo possono portare beneficio. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Palpitazioni: le domande utili</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi avverte questi sintomi può imparare a notare alcuni dettagli utili da riferire al medico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco alcune domande da farsi:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il battito era </span><b>regolare o irregolare</b><span style="font-weight: 400;">? Nella fibrillazione atriale spesso è disordinato.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">L’episodio è </span><b>iniziato bruscamente</b><span style="font-weight: 400;"> o a</span><b> poco a poco</b><span style="font-weight: 400;">?</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Quanto è durato</b><span style="font-weight: 400;">: alcuni minuti o ore?</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">È </span><b>migliorato con un po’ di calma</b><span style="font-weight: 400;"> e rilassamento? Oppure no?</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Annotare queste osservazioni subito dopo l’episodio può aiutare molto nella valutazione clinica.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Perché serve l’ECG proprio durante l’episodio?</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Raccontare bene i sintomi è importante, ma non è sufficiente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La diagnosi certa arriva solo da un elettrocardiogramma registrato durante l’episodio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi è spesso necessario un monitoraggio del ritmo cardiaco, che può durare giorni, oppure settimane. Oggi esistono strumenti più avanzati dell’Holter tradizionale, come i registratori sottocutanei o dispositivi indossabili a lungo termine, che permettono di catturare anche episodi rari.</span></p>
<p>In un altro articolo abbiamo parlato di <a href="https://www.ettorebasso.it/loop-recorder-telediagnostica/">uno di questi strumenti innovativi, il loop recorder </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/palpitazioni-distinguere-ansia-tachicardia-fibrillazione-atriale/">Palpitazioni: come distinguere quelle innocue da tachicardia e fibrillazione atriale</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/palpitazioni-distinguere-ansia-tachicardia-fibrillazione-atriale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 10:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione e Stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[connessione mente-cuore]]></category>
		<category><![CDATA[cuore e stress]]></category>
		<category><![CDATA[cuore ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3884</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta, a livello europeo, il benessere mentale entra a pieno titolo in un documento ufficiale della cardiologia europea; infatti viene riconsociuto che fattori come ansia, depressione, stress e isolamento sociale non sono solo condizioni collaterali, ma fattori che influenzano direttamente la prognosi e la prevenzione delle malattie del cuore. Questo riconoscimento arriva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/">Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, a livello europeo, il benessere mentale entra a pieno titolo in un documento ufficiale della cardiologia europea; infatti viene riconsociuto che fattori come <strong>ansia, depressione, stress e isolamento sociale</strong> non sono solo condizioni collaterali, ma fattori che <strong>influenzano direttamente la prognosi e la prevenzione delle malattie del cuore</strong>.</p>
<p>Questo riconoscimento arriva dalla Società Europea di Cardiologia (ESC), che al congresso di Madrid 2025 ha presentato il primo <em data-start="754" data-end="784">Clinical Consensus Statement</em> interamente dedicato al legame tra benessere mentale e salute cardiovascolare.</p>
<h2 data-start="1441" data-end="1479">Un legame antico</h2>
<p data-start="1480" data-end="1982">La relazione tra benessere mentale e cuore non è una scoperta recente. Già negli anni ’70 si parlava di “personalità di tipo A” come fattore di rischio cardiovascolare.</p>
<p data-start="1480" data-end="1982">Negli anni ’90 la neurocardiologia ha iniziato a studiare come stress, ansia e depressione influenzassero la fisiologia cardiaca, dalla pressione arteriosa al ritmo del cuore. Più recentemente, grandi studi osservazionali hanno dimostrato che <strong data-start="1880" data-end="1979">una persona su tre con malattie cardiovascolari convive anche con un disturbo di salute mentale</strong>.</p>
<p data-start="1984" data-end="2008">Il problema è duplice:</p>
<ul data-start="2009" data-end="2304">
<li data-start="2009" data-end="2131">
<p data-start="2011" data-end="2131"><strong data-start="2011" data-end="2128">chi soffre di depressione, ansia o stress cronico sembrerebbe avere un rischio più alto di infarto, aritmie e scompenso cardiaco</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2132" data-end="2304">
<p data-start="2134" data-end="2304"><strong data-start="2134" data-end="2212">chi ha una patologia cardiaca tende a sviluppare più facilmente disturbi psicologici</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2306" data-end="2459">Un circolo vizioso che, fino a oggi, la pratica clinica ha guardato con attenzione discontinua, senza mai integrare davvero i due aspetti.</p>
<h2 data-start="2466" data-end="2490">La svolta di Madrid sul benessere mentale</h2>
<p data-start="2491" data-end="2766">Il documento approvato dall’ESC ribalta questo approccio. Chiede che in futuro il benessere mentale entri a pieno titolo nelle routine di <strong data-start="2563" data-end="2626">screening</strong>. Quindi che i<strong data-start="2563" data-end="2626"> sintomi depressivi, ansiosi o post-traumatici</strong> diventino parte del protocollo delle visite cardiologiche, E che, d&#8217;altro canto, il monitoraggio del rischio cardiovascolare entri nei percorsi psichiatrici.</p>
<p data-start="2768" data-end="3101">Il nucleo del cambiamento sta nella creazione dei cosiddetti <strong data-start="2828" data-end="2853">“Psycho-Cardio Teams”</strong>, gruppi multidisciplinari composti da cardiologi, psicologi, psichiatri, infermieri e altri professionisti. Non più un consulto occasionale, ma un modello organizzativo stabile, capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.</p>
<h2 data-start="2768" data-end="3101">Un cambiamento culturale</h2>
<p data-start="3138" data-end="3532">Il professor Héctor Bueno, tra i coordinatori del documento, ha dichiarato: “È necessario che i professionisti del cuore collaborino con quelli della mente per riconoscere precocemente i disturbi psicologici nei pazienti e migliorare così non solo la qualità delle cure, ma anche il sostegno ai <em>caregiver</em>”.</p>
<p data-start="3534" data-end="3822">Non è solo una questione clinica, ma di <strong data-start="3574" data-end="3592">cultura medica</strong>. Significa accettare che depressione e ansia non siano “effetti collaterali” da trattare altrove, ma <strong data-start="3694" data-end="3738">parti essenziali della malattia cardiaca</strong>. Una visione che cambierà il modo di fare prevenzione, diagnosi e riabilitazione.</p>
<h2 data-start="3829" data-end="3859">Cosa cambia nella pratica</h2>
<p data-start="3860" data-end="3914">Il Consensus fornisce indicazioni operative precise:</p>
<ul data-start="3916" data-end="4427">
<li data-start="3916" data-end="4020">
<p data-start="3918" data-end="4020"><strong data-start="3918" data-end="3940">Screening regolari</strong> con strumenti rapidi e validati.</p>
</li>
<li data-start="4021" data-end="4193">
<p data-start="4023" data-end="4193"><strong data-start="4023" data-end="4050">Modelli di stepped care</strong>, che vanno dal supporto psicologico alla psicoterapia fino, se necessario, ai farmaci antidepressivi “cardio-friendly” (come la sertralina).</p>
</li>
<li data-start="4194" data-end="4309">
<p data-start="4196" data-end="4309"><strong data-start="4196" data-end="4228">Interventi non farmacologici</strong>: attività fisica, riabilitazione cardiaca, mindfulness, gestione dello stress.</p>
</li>
<li data-start="4310" data-end="4427">
<p data-start="4312" data-end="4427"><strong data-start="4312" data-end="4358">Attenzione alle interazioni farmacologiche</strong>, dal rischio di prolungamento del QT agli effetti sul metabolismo.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4429" data-end="4555">In altre parole: la salute mentale non è più un optional, ma un capitolo obbligatorio delle cartelle cliniche cardiologiche.</p>
<h2 data-start="4562" data-end="4592">Un percorso lungo decenni</h2>
<p data-start="4593" data-end="4975">Questa svolta è il risultato di decenni di lavoro scientifico. Studi come <strong data-start="4667" data-end="4680">HF-ACTION</strong> (che ha dimostrato il valore dell’esercizio fisico nello scompenso cardiaco) o le ricerche italiane sul ruolo dello stress e della resilienza hanno lentamente accumulato prove. Si veda ad esempio anche l&#8217;articolo apparso recentemente su Repubblica: <a href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/frontiere/2025/03/25/news/cuore_cervello_cardiologia_neurologia-424085400/">Cuore e cervello, una connessione più profonda di quanto immaginiamo</a></p>
<h2 data-start="4982" data-end="5002">Le sfide future</h2>
<p data-start="5003" data-end="5260">Il documento non nasconde i limiti: mancano protocolli standardizzati, studi di costo-efficacia e algoritmi chiari per tutti i contesti. Servono nuove ricerche, soprattutto negli anziani, nei pazienti complessi e in chi convive con malattie mentali gravi.</p>
<p data-start="5262" data-end="5415">Ma il messaggio è chiaro: la strada è tracciata. Dalle linee guida alla clinica quotidiana, la sfida è trasformare questa presa di posizione in realtà.</p>
<h2 data-start="5422" data-end="5461">Perché è una svolta per i pazienti</h2>
<p data-start="5462" data-end="5838">Per milioni di persone, significa avere più possibilità che ansia, depressione e stress non restino invisibili nelle visite cardiologiche. Significa ricevere cure integrate, non frammentate. Significa che parlare con il proprio cardiologo di come ci si sente, psicologicamente oltre che fisicamente, non sarà più visto come “fuori tema”, ma come parte essenziale della cura.</p>
<p data-start="5840" data-end="6094">Come ha detto la professoressa Christi Deaton, coautrice del documento:<br data-start="5911" data-end="5914" />“Ci auguriamo che i pazienti si sentano finalmente liberi di parlare della propria salute mentale con i cardiologi, con la certezza che i loro problemi verranno presi sul serio”.</p>
<p data-start="4429" data-end="4555">
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/">Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tac coronarica di ultima generazione: come funziona la TAC Photon-Counting</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/tac-coronarica-photon-counting/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/tac-coronarica-photon-counting/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 10:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esami]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[dignostica per immagini]]></category>
		<category><![CDATA[photon-counting]]></category>
		<category><![CDATA[tac]]></category>
		<category><![CDATA[tac coronarica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3826</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ambito cardiologico si parla sempre molto di nuove tecnologie diagnostiche, capaci di migliorare la qualità delle immagini, ridurre l’invasività degli esami e intercettare prima i segnali di rischio. Uno degli sviluppi più interessanti riguarda la nuova TAC coronarica con tecnologia “Photon-Counting”, che consente di vedere le coronarie come mai prima d’ora. Prima di capire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/tac-coronarica-photon-counting/">Tac coronarica di ultima generazione: come funziona la TAC Photon-Counting</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">In ambito cardiologico si parla sempre molto di nuove tecnologie diagnostiche, capaci di </span><b>migliorare</b><span style="font-weight: 400;"> la qualità delle</span><b> immagini</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>ridurre l’invasività </b><span style="font-weight: 400;">degli esami e </span><b>intercettare prima </b><span style="font-weight: 400;">i segnali di</span><b> rischio</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno degli sviluppi più interessanti riguarda la nuova TAC coronarica con tecnologia “Photon-Counting”, che consente di </span><b>vedere le coronarie come mai prima d’ora</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di capire come funziona, vediamo qual è lo standard attuale.</span></p>
<h2><b>TAC coronarica tradizionale e Coronarografia</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, quando vogliamo studiare le arterie coronarie in modo </span><b>non invasivo</b><span style="font-weight: 400;">, uno degli esami più utilizzati è la </span><b>TAC coronarica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un esame che utilizza </span><b>raggi X e mezzo di contrasto</b><span style="font-weight: 400;"> per ottenere immagini del cuore e delle sue arterie.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Rispetto ad altre tecniche, </span><b>non richiede cateteri né ricovero</b><span style="font-weight: 400;">, ed è molto utile soprattutto nei pazienti in cui </span><b>non è chiaro se ci sia o meno una malattia coronarica ostruttiva</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h3><b>Quando è utile?</b></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Quando il rischio cardiovascolare è </span><b>intermedio o basso</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Quando altri esami (come ECG, test da sforzo, ecocardio) </span><b>non sono conclusivi</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Quando si vuole </span><b>escludere la presenza di ostruzioni coronariche significative</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<h3><b>Quali sono i limiti?</b></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La qualità delle immagini può </span><b>risentire del battito cardiaco troppo veloce</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">In presenza di </span><b>stent, calcificazioni o protesi</b><span style="font-weight: 400;">, la visibilità può essere ridotta.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Spesso è necessario </span><b>assumere farmaci (beta-bloccanti)</b><span style="font-weight: 400;"> per rallentare il cuore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Le immagini sono buone, ma </span><b>non sempre sufficienti nei casi complessi</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<h3><b>E la Coronarografia?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>coronarografia</b><span style="font-weight: 400;"> resta oggi l’esame più preciso per </span><b>visualizzare direttamente le coronarie</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È comunque più </span><b>invasiva</b><span style="font-weight: 400;">, perché prevede l’introduzione di un catetere attraverso un’arteria (dal polso o dall’inguine), l’iniezione di mezzo di contrasto, e l’osservazione in tempo reale tramite raggi X.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando c&#8217;è il sospetto di una malattia coronarica, la coronarografia è l’</span><b>esame di riferimento</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia, se ne eseguono oltre 3</span><b>00.000 all’anno</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un esame che prevede:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’introduzione di un </span><b>catetere </b><span style="font-weight: 400;">attraverso un’arteria (dal braccio o dall’inguine),</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’iniezione di un </span><b>mezzo di contrasto</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">e la visualizzazione delle coronarie tramite </span><b>raggi X in tempo reale</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">È molto utile, spesso fondamentale, ma comunque</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">come</span> <span style="font-weight: 400;">già detto,</span> <span style="font-weight: 400;">presenta</span><b> un certo grado di invasività</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2><b>La nuova frontiera: la TAC coronarica con tecnologia Photon-Counting</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La novità più interessante in questo campo è rappresentata dalla nuova TAC, dotata di una tecnologia </span><b>Photon-Counting</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In parole semplici, questa tecnologia consente di ottenere immagini </span><b>di una nitidezza mai vista prima</b><span style="font-weight: 400;">, perché:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>ogni singolo fotone</b><span style="font-weight: 400;"> (cioè ogni “particella di luce” dei raggi X) viene rilevato con precisione,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">e viene </span><b>trasformato direttamente in segnale elettrico</b><span style="font-weight: 400;">, evitando perdite di informazione.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Il risultato? </span><b>Immagini ad altissima definizione</b><span style="font-weight: 400;">, che permettono di:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">vedere il </span><b>decorso delle coronarie nei minimi dettagli</b><span style="font-weight: 400;">,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">riconoscere </span><b>piccolissime placche aterosclerotiche</b><span style="font-weight: 400;">, anche quelle sottili come un capello,</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">e </span><b>fare diagnosi molto più precoci</b><span style="font-weight: 400;">, senza dover passare subito da esami invasivi.</span></li>
</ul>
<h2><b>Perché la Tac Coronarica è un cambiamento importante?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L’introduzione della Cardio TAC Photon-Counting porta con sé </span><b>tantissimi vantaggi concreti</b><span style="font-weight: 400;">, che fanno davvero la differenza nella vita delle persone:</span></p>
<h3><b>1. Possiamo prevenire l’infarto in modo più efficace</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie alla precisione delle immagini, possiamo </span><b>individuare precocemente le placche pericolose</b><span style="font-weight: 400;"> e iniziare trattamenti mirati </span><b>prima che si trasformino in un infarto</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h3><b>2. Riduciamo gli esami invasivi</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">In molti casi, </span><b>non sarà più necessario ricorrere alla coronarografia</b><span style="font-weight: 400;">, se non per motivi terapeutici. Si stima che si potrà ridurre del </span><b>50% il ricorso agli esami invasivi</b><span style="font-weight: 400;">, senza perdere in accuratezza.</span></p>
<h3><b>3. Utile anche nei casi complessi</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per chi ha già avuto problemi coronarici, magari un’angioplastica o un infarto, questa TAC offre una </span><b>visione dettagliata e affidabile</b><span style="font-weight: 400;"> dello stato attuale delle arterie.</span></p>
<h3><b>4. Si può fare anche a cuore “in corsa”</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra cosa molto interessante: questa macchina permette </span><b>scansioni anche con frequenze cardiache elevate</b><span style="font-weight: 400;">, senza dover necessariamente rallentare il cuore con farmaci come i beta-bloccanti.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In pratica, </span><b>vediamo il cuore “in azione”</b><span style="font-weight: 400;">, anche sotto stress.</span></p>
<h3><b>5. Meno radiazioni, più sicurezza</b></h3>
<p data-start="4453" data-end="4660"><span style="font-weight: 400;">Infine, il </span><b>dosaggio radiologico </b>è molto <b>più basso</b><span style="font-weight: 400;"> rispetto a una TAC tradizionale. Un vantaggio enorme per i </span><b>pazienti più giovani</b><span style="font-weight: 400;">, i </span><b>bambini</b><span style="font-weight: 400;">, o chi ha bisogno di fare </span><b>più controlli nel tempo</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p data-start="4682" data-end="4890">
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/tac-coronarica-photon-counting/">Tac coronarica di ultima generazione: come funziona la TAC Photon-Counting</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/tac-coronarica-photon-counting/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trapianto a cuore battente: a Padova varcata una nuova frontiera</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/trapianto-a-cuore-battente-padova/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/trapianto-a-cuore-battente-padova/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cardiotrapianto]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto a cuore battente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3797</guid>

					<description><![CDATA[<p>Padova riscrive la storia della Medicina: primo trapianto al mondo di un cuore mantenuto attivo. Quotidiani e media nazionali ne hanno dato grande risalto; ad esempio Sky TG24. Protagonista di quest&#8217;impresa è l’equipe della UOC Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, L&#8217;unità è guidata dal professor Gino Gerosa, un nome già sinonimo di eccellenza internazionale nella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/trapianto-a-cuore-battente-padova/">Trapianto a cuore battente: a Padova varcata una nuova frontiera</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Padova riscrive la storia della Medicina: primo trapianto al mondo di un cuore mantenuto attivo.</p>
<p>Quotidiani e media nazionali ne hanno dato grande risalto; ad esempio <a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2024/12/11/primo-trapianto-cuore-battente">Sky TG24</a>.</p>
<p>Protagonista di quest&#8217;impresa è l’equipe della <strong>UOC Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova</strong>, L&#8217;unità è guidata dal professor <strong>Gino Gerosa</strong>, un nome già sinonimo di eccellenza internazionale nella cardiochirurgia.</p>
<p>Il professor Gerosa ha dichiarato: &#8220;siamo molto felici; in primis per il paziente e soprattutto perché questo risultato apre la strada a molti altri pazienti. È <strong>una vera e propria rivoluzione</strong> perché proteggiamo al meglio il cuore e le aspettative di vita del paziente che lo riceve&#8221;.</p>
<p>Ed ha aggiunto: &#8220;il primo grazie va ai familiari del donatore, poiché <strong>senza donazione tutto ciò non sarebbe stato possibile</strong>&#8220;.</p>
<h2>Cos&#8217;è il trapianto a cuore battente e perché è così rivoluzionario?</h2>
<p>Per comprendere la portata di questa innovazione, facciamo un passo indietro.<br />
Tradizionalmente, nei trapianti di cuore, l’organo viene temporaneamente &#8220;fermato&#8221;, dal prelievo dal donatore sino al momento dell’impianto nel ricevente.</p>
<p>Questa procedura, sebbene consolidata, comporta rischi significativi legati all’ischemia (la mancanza di ossigeno nel tessuto) e alla riperfusione (il momento in cui il sangue torna a scorrere). Questi fenomeni possono compromettere la ripresa e la funzionalità del cuore trapiantato.</p>
<p>A Padova, invece, l’impossibile è diventato realtà: <strong>il cuore è stato mantenuto attivo, pulsante e vitale durante tutte le fasi</strong>, dal prelievo al trapianto</p>
<h2>I vantaggi del nuovo intervento</h2>
<p>Notevoli i vantaggi. Si elimina il rischio di danni da ischemia e riperfusione, migliorando la funzionalità cardiaca già nelle ore successive all’intervento. Non è solo un trapianto più sicuro; è un trapianto che guarda al futuro con occhi nuovi.</p>
<p>Il protagonista di questa rivoluzione, oltre all’equipe medica, è un uomo di 65 anni affetto da una grave cardiopatia post-ischemica.</p>
<p>Il risultato? Secondo le fonti il recupero è stato rapido, e il paziente è in buone condizioni.</p>
<h2><strong>Padova: una tradizione di innovazione</strong></h2>
<p>Non è la prima volta che Padova fa scuola.</p>
<p>La città si era già distinta <strong>nel 1985</strong> con<strong> il primo trapianto di cuore in Italia</strong>, eseguito dall&#8217;equipe del professor <strong>Vincenzo Gallucci</strong>. Oggi, a quasi 40 anni di distanza, Padova si conferma capitale della cardiochirurgia mondiale.</p>
<p>Inoltre, il Professor Gerosa e il suo team avevano già stupito il mondo nel 2023 con il primo trapianto di un cuore fermo controllato. Ora, con il trapianto a cuore battente, hanno alzato l’asticella verso nuovi orizzonti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/trapianto-a-cuore-battente-padova/">Trapianto a cuore battente: a Padova varcata una nuova frontiera</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/trapianto-a-cuore-battente-padova/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AI in Cardiologia: prime Linee Guida italiane, traguardo storico</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/ai-cardiologia-prime-linee-guida/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/ai-cardiologia-prime-linee-guida/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 18:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[linee guida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3767</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;AI in cardiologia c&#8217;è una svolta: per la prima volta la Società Italiana di Cardiologia (SIC) ha pubblicato le linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale in cardiologia. Vari quotidiani e testate digitali hanno trattato la notizia, tra cui Sole 24 ore. L&#8217;impiego di intelligenza artificiale in medicina non è certo una novità: da tempo viene impiegata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ai-cardiologia-prime-linee-guida/">AI in Cardiologia: prime Linee Guida italiane, traguardo storico</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Sull&#8217;AI in cardiologia c&#8217;è una svolta:<strong> per la prima volta la Società Italiana di Cardiologia (SIC) ha pubblicato le linee guida</strong> sull’uso dell’intelligenza artificiale in cardiologia. Vari quotidiani e testate digitali hanno trattato la notizia, tra cui <a href="https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2024-12-13/intelligenza-artificiale-prime-linee-guida-italiane-sull-uso-cardiologia-diagnosi-infarto-37-secondi-100629.php?uuid=AGbxM8jB">Sole 24 ore</a>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;impiego di intelligenza artificiale in medicina non è certo una novità: da tempo viene impiegata per migliorare la diagnostica, dall’analisi degli elettrocardiogrammi (ECG) alla valutazione delle immagini radiologiche. </span><span style="font-weight: 400;">Questo documento ufficiale però, segna un passo decisivo verso una standardizzazione delle applicazioni dell’AI, integrando etica, sicurezza e precisione.</span></p>
<h2><b>L’AI in Cardiologia: diagnosi lampo e precisione</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;L’intelligenza artificiale offre nuovi strumenti per monitorare i pazienti e per migliorare diagnosi e trattamenti&#8221;: questo in sintesi ciò che è stato ufficialmente confermato</span><span style="font-weight: 400;"> nel corso dell’85° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia (SIC). E quindi non poteva mancare </span><span style="font-weight: 400;">un&#8217;analisi dettagliata delle applicazioni dell’AI e </span><span style="font-weight: 400;">dei <strong>risultati sorprendenti</strong>.</span></p>
<h2><b>Infarto diagnosticato in appena 37 secondi</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei dati più significativi che è emerso, proviene da uno studio pubblicato su </span><i><span style="font-weight: 400;">Nature Medicine:</span></i><span style="font-weight: 400;"> la ricerca ha coinvolto quasi <strong>16.000 pazienti</strong>: l’integrazione dell’AI con l’elettrocardiogramma (ECG) ha ridotto la mortalità a tre mesi del 31% nei pazienti ad alto rischio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo dimostra quanto l’AI sia efficace nell’identificare precocemente i casi con una maggiore probabilità di eventi fatali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come spiega Ciro Indolfi, ex-presidente della SIC e docente di Cardiologia all’Università di Cosenza: </span><span style="font-weight: 400;">“l’impiego dell’AI nella valutazione degli ECG è molto promettente anche per <strong>migliorare la</strong> <strong>diagnosi precoce dell’infarto</strong>&#8220;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, uno studio su 362 pazienti, sottoposti a ECG prima dell’arrivo in ospedale, ha dimostrato un’accuratezza del <strong>99%</strong> nell’identificare i casi più seri. I tempi di valutazione medi per la diagnosi sono stati di <strong>appena 37 secondi:</strong> circa 4 volte inferiori a quelli di un medico in carne e ossa.</span></p>
<h2><b>Non solo emergenze: dove l’AI trova applicazione</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L’AI non si limita alle emergenze cardiovascolari, ma trova applicazione in molte aree della cardiologia:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>diagnosi precoce di ipertensione e scompenso cardiaco:</b><span style="font-weight: 400;"> permette di identificare i pazienti a rischio prima che sviluppino sintomi gravi.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Monitoraggio remoto:</b><span style="font-weight: 400;"> gli esami Holter e i dispositivi impiantabili, come defibrillatori, possono essere monitorati con maggiore precisione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Dispositivi indossabili:</b><span style="font-weight: 400;"> gli smartwatch e altri dispositivi  simili, integrati con algoritmi avanzati, analizzano i parametri vitali in tempo reale, offrendo una prevenzione personalizzata.</span></li>
</ol>
<article class="w-full scroll-mb-[var(--thread-trailing-height,150px)] text-token-text-primary focus-visible:outline-2 focus-visible:outline-offset-[-4px]" dir="auto" data-testid="conversation-turn-23" data-scroll-anchor="false">
<div class="m-auto text-base py-[18px] px-3 md:px-4 w-full md:px-5 lg:px-4 xl:px-5">
<div class="mx-auto flex flex-1 gap-4 text-base md:gap-5 lg:gap-6 md:max-w-3xl lg:max-w-[40rem] xl:max-w-[48rem]">
<div class="group/conversation-turn relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex max-w-full flex-col flex-grow">
<div class="min-h-8 text-message flex w-full flex-col items-end gap-2 whitespace-normal break-words text-start [.text-message+&amp;]:mt-5" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="677f02db-1f7e-4299-afd8-47cd90f012bf" data-message-model-slug="gpt-4o">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[3px]">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<h2><strong>Le sfide dell’AI in Cardiologia</strong></h2>
<p>Non mancano le criticità. Ad esempio molti algoritmi di AI sono basati su calcoli complessi e difficili da interpretare.</p>
<p>Inoltre, le tecnologie di AI evolvono nel tempo, rendendo necessario un monitoraggio costante per garantirne l’affidabilità.</p>
<p>Le linee guida della SIC affrontano anche la questione della regolamentazione. Il nuovo regolamento europeo AI Act 2024/1689 stabilisce <strong>criteri rigorosi per l’approvazione delle applicazioni</strong> di AI, classificandole in base al livello di rischio. Questo approccio è fondamentale per <strong>garantire sicurezza e trasparenza</strong>, specialmente in un ambito delicato come la cardiologia.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</article>
<h2><b>Un futuro da costruire con cautela</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intelligenza artificiale ha dimostrato di essere una risorsa straordinaria per la cardiologia, ma il suo utilizzo richiede attenzione e regolamentazioni rigorose. Le sue capacità di apprendimento continuo pongono sfide nuove rispetto ai dispositivi tradizionali, rendendo indispensabile un monitoraggio costante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come evidenziato nel documento della SIC, affrontare queste criticità sarà essenziale per trarre tutti i benefici possibili da questa tecnologia e migliorare ulteriormente la cura delle malattie cardiovascolari.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ai-cardiologia-prime-linee-guida/">AI in Cardiologia: prime Linee Guida italiane, traguardo storico</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/ai-cardiologia-prime-linee-guida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allenamento intenso: il caso Bove, i rischi per il cuore e come evitarli</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/allenamento-intenso-rischi/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/allenamento-intenso-rischi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 10:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento intenso]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sovrallenamento]]></category>
		<category><![CDATA[sport e cuore]]></category>
		<category><![CDATA[sport e sovraccarico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3757</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’improvviso malore di Edoardo Bove, giovane centrocampista della Fiorentina, ci ha ricordato quanto lo sport, se non gestito con consapevolezza, possa mettere a rischio la salute cardiovascolare. Fortunatamente, il pronto intervento dei medici ha evitato il peggio, ma questo episodio ci porta nuovamente a riflettere su un tema importante che riguarda tutti: professionisti, amatori e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/allenamento-intenso-rischi/">Allenamento intenso: il caso Bove, i rischi per il cuore e come evitarli</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’improvviso malore di Edoardo Bove, giovane centrocampista della Fiorentina, ci ha ricordato quanto lo sport, se non gestito con consapevolezza, possa mettere a rischio la salute cardiovascolare.</p>
<p>Fortunatamente, il pronto intervento dei medici ha evitato il peggio, ma questo episodio ci porta nuovamente a riflettere su un tema importante che riguarda tutti: professionisti, amatori e appassionati.</p>
<p>Che tu sia un <em>runner</em>, un ciclista o un amante del tennis, ti sei mai chiesto se stai allenando il tuo corpo o lo stai sovraccaricando?</p>
<p>Spesso, dietro la passione per lo sport, si nascondono insidie che possono passare inosservate.</p>
<h2><strong>Il paradosso dell’allenamento intenso</strong></h2>
<p>Immagina di guidare un’auto costantemente al massimo regime: il motore quanto potrebbe durare? Il nostro corpo, e in particolare il cuore, funziona nello stesso modo. Gli atleti professionisti affrontano carichi notevoli, ma possono contare su un intero team di supporto: medici, nutrizionisti e allenatori. Ogni loro sforzo è monitorato e calibrato.</p>
<p><strong>Chi si allena intensamente a livello amatoriale</strong>, invece, <strong>non ha la stessa rete di sicurezza</strong>.</p>
<p>Paradossalmente, molti amatori si sottopongono a sforzi simili a quelli dei professionisti, senza però godere delle stesse misure di protezione. Questo li espone a rischi significativi, talvolta evitabili.</p>
<h2><strong>Lo stress cardiovascolare: l’accumulo silenzioso</strong></h2>
<p>Uno dei problemi più sottovalutati è lo stress fisico da accumulo. Ogni sessione di allenamento intenso, soprattutto negli sport di resistenza come corsa e ciclismo, <strong>logora il sistema cardiovascolare, muscolare e articolare</strong>.</p>
<p>Il caso di Bove, mette in evidenza quanto il cuore possa essere vulnerabile anche in giovani apparentemente in perfetta salute. Per gli amatori, il rischio è ancora maggiore: non sempre conoscono i segnali di allarme.</p>
<h2><strong>Allenamento intenso, chi è più a rischio?</strong></h2>
<p>Ci sono due categorie particolarmente vulnerabili:</p>
<p><strong>1. Giovani agonisti senza un futuro professionale</strong></p>
<p>Molti giovani si allenano intensamente, spinti dalla passione per lo sport. Ma se non stanno costruendo una carriera professionale, vale davvero la pena sottoporsi a rischi così elevati senza le giuste precauzioni? Allenarsi senza un monitoraggio adeguato significa esporre il corpo a traumi e stress evitabili.</p>
<p><strong>2. Amatori maturi con ambizioni da professionisti</strong></p>
<p>Un amatore che percorre 100 km in bicicletta ogni weekend o corre maratone frequenti, spesso senza seguire protocolli medici, si assume rischi enormi. Con l’età, il cuore e l’intero organismo diventano meno resilienti: forzare i limiti senza preparazione e supporto adeguato è una scommessa pericolosa.</p>
<h2><strong>Segnali di allarme e prevenzione</strong></h2>
<p>Il corpo ci manda segnali, ma spesso li ignoriamo. Ecco i più comuni sintomi di sovraccarico cardiovascolare:</p>
<ul>
<li>palpitazioni</li>
<li>stanchezza persistente</li>
<li>vertigini o sensazione di svenimento</li>
<li>dolori toracici</li>
</ul>
<h3><strong>Come prevenire i rischi?</strong></h3>
<p>La prevenzione è la chiave per un allenamento sicuro e sostenibile. Ecco cosa puoi fare:</p>
<ol>
<li><strong>monitoraggi regolari</strong><br />
ECG, Ecocardiografia, test ergometrico, analisi del sangue per controllare i livelli di elettroliti.</li>
<li><strong>Tecnologia indossabile</strong><br />
Usa smartwatch e cardiofrequenzimetri per tenere sotto controllo i parametri durante l’attività fisica, ma ricorda: questi strumenti non sostituiscono i controlli medici.</li>
<li><strong>Programma di allenamento equilibrato</strong><br />
Alterna carichi intensi a giorni di recupero. È fondamentale concedere al corpo il tempo necessario per riprendersi per evitare infortuni e sovraccarichi.</li>
</ol>
<h3><strong>Conclusione: allenarsi con passione, ma con consapevolezza</strong></h3>
<p>L’allenamento intenso è una sfida stimolante, ma deve essere affrontato con intelligenza. Sia che tu sia un atleta professionista o un amatore, ascolta il tuo corpo, monitora la tua salute e calibra i tuoi sforzi. Non è solo questione di prestazioni, ma di proteggere ciò che hai di più prezioso: la tua salute.</p>
<p>Che ne dici? Sei pronto a fare sport con più consapevolezza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/allenamento-intenso-rischi/">Allenamento intenso: il caso Bove, i rischi per il cuore e come evitarli</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/allenamento-intenso-rischi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipertensione, quali sono le 7 convinzioni più pericolose?</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-quali-sono-le-7-convinzioni-piu-pericolose/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-quali-sono-le-7-convinzioni-piu-pericolose/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 18:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[false credenze]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[pressione arteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3317</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esistono delle errate convinzioni sull&#8217;ipertensione? E soprattutto, contribuiscono a farne una delle patologie più diffuse al mondo? Certamente, l&#8217;ipertensione può causare danni significativi prima ancora che una persona si accorga di esserne affetta. Ecco perché è fondamentale comprendere quali sono i comportamenti nocivi e quali invece quelli virtuosi. Per questa ragione dovremmo cominciare quindi da ciò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-quali-sono-le-7-convinzioni-piu-pericolose/">Ipertensione, quali sono le 7 convinzioni più pericolose?</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Esistono delle errate convinzioni sull&#8217;ipertensione? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E soprattutto, contribuiscono a farne una delle patologie più diffuse al mondo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certamente, l&#8217;ipertensione può causare danni significativi prima ancora che una persona si accorga di esserne affetta. </span><span style="font-weight: 400;">Ecco perché è fondamentale comprendere quali sono i comportamenti nocivi e quali invece quelli virtuosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questa ragione dovremmo cominciare quindi da ciò che sta alla base:  individuare le convinzioni errate più diffuse e smentirle.</span></p>
<p>Seguimi con attenzione.</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa </span><span style="font-weight: 400;">#</span><span style="font-weight: 400;"> 1. &#8220;Se non ho sintomi, non ho bisogno di controllare la pressione&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è forse la convinzione più pericolosa in assoluto. L&#8217;ipertensione viene chiamata &#8220;killer silenzioso&#8221; proprio perché raramente manifesta sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Quando compaiono i primi segnali, spesso il danno è già in corso.</span></p>
<p>Secondo le stime più aggiornate, circa <strong>il 46% degli adulti nel mondo</strong> soffre di ipertensione, ma <strong>solo il 25% di essi è consapevole della propria condizione</strong> e meno della metà riceve un trattamento adeguato.</p>
<p><strong>I fatti: </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; l&#8217;ipertensione può danneggiare silenziosamente cuore, cervello e reni per anni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; il controllo regolare della pressione è l&#8217;unico modo per diagnosticarla precocemente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; si raccomanda una misurazione settimanale, anche in assenza di sintomi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; la prevenzione è sempre più efficace della cura</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa </span><span style="font-weight: 400;"># 2: &#8220;l</span><span style="font-weight: 400;">a pressione è tornata normale, posso interrompere i farmaci&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa idea può avere conseguenze fatali: m</span><span style="font-weight: 400;">olti pazienti, vedendo i valori pressori normalizzati, decidono autonomamente di interrompere la terapia prescritta. Studi mostrano che la sospensione improvvisa dei farmaci contro l&#8217;ipertensione può comportare un aumento dei rischi.</span></p>
<p><strong>Le evidenze scientifiche:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; i valori normali sono spesso il risultato dell&#8217;efficacia della terapia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; l&#8217;interruzione improvvisa dei farmaci può causare pericolosi sbalzi pressori</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; qualsiasi modifica della terapia deve essere discussa con il medico curante</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; in molti casi, il trattamento dell&#8217;ipertensione è a lungo termine.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa </span><span style="font-weight: 400;"># 3: </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;l&#8217;ipertensione è una malattia degli anziani&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ vero, l’ipertensione è più comune nella popolazione anziana, ma non risparmia le fasce più giovani, soprattutto nell&#8217;era moderna.</span></p>
<p>Secondo uno studio pubblicato su JAMA (Journal of the American Medical Association), circa 1 giovane adulto su 5 (circa il 20%) tra i 18 e i 39 anni ha ipertensione, con un rischio maggiore legato a stili di vita sedentari e alimentazione scorretta</p>
<p><strong>I fatti:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; l&#8217;ipertensione colpisce sempre più giovani adulti</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; stili di vita moderni aumentano il rischio anche in età giovanile</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; stress, sedentarietà e alimentazione scorretta sono fattori di rischio a ogni età</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; la prevenzione deve iniziare fin dalla giovane età</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa </span><span style="font-weight: 400;"># 4: &#8220;basta ridurre il sale per normalizzare la pressione&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La riduzione del sodio è importante, ma rappresenta solo uno degli aspetti della gestione dell&#8217;ipertensione. L&#8217;American Heart Association suggerisce che una dieta equilibrata, come la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), combinata con attività fisica, è una delle strategie più efficaci.</span></p>
<p><strong>L&#8217;approccio corretto:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">O</span><span style="font-weight: 400;">ccorre un approccio multifattoriale che includa:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; attenzione al sodio &#8220;nascosto&#8221; negli alimenti processati</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; alimentazione equilibrata</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; attività fisica regolare</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; eventuale terapia farmacologica</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa #</span><span style="font-weight: 400;"> 5: &#8220;è solo una questione di ansia&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stress può influenzare la pressione arteriosa, ma non è l&#8217;unico fattore in gioco.</span></p>
<p>Inoltre, per molti pazienti l&#8217;emotività può diventare una sorta di alibi su cui adagiarsi; e questo non permette di approfondire con indagini ed esami.</p>
<p><b>La prospettiva reale:</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;ipertensione ha cause multiple:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; predisposizione genetica</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; stile di vita</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; alimentazione</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; condizioni mediche preesistenti</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione dello stress è importante ma non sufficiente. È necessario un approccio terapeutico completo</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa # 6: </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;il vino rosso protegge dalla pressione alta&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presunto effetto protettivo del vino rosso è stato spesso sopravvalutato. Alcuni studi hanno suggerito che piccole quantità di vino rosso possano avere effetti benefici sul cuore grazie agli antiossidanti come i polifenoli, ma l&#8217;OMS avverte che l&#8217;eccesso di alcol aumenta significativamente il rischio di ipertensione. S</span></p>
<p><strong>Le evidenze:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; i benefici del vino rosso sono limitati</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; l&#8217;alcol in eccesso può aumentare la pressione</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; non esistono &#8220;cure miracolose&#8221; per l&#8217;ipertensione</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; un approccio equilibrato è sempre la scelta migliore</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Convinzione dannosa # 7: &#8220;con la pressione alta non si può fare attività fisica&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario, l&#8217;esercizio fisico controllato è uno dei pilastri della terapia anti-ipertensiva. Numerosi studi, tra cui quelli della Mayo Clinic, hanno dimostrato che l&#8217;esercizio fisico controllato riduce efficacemente la pressione sanguigna. In particolare, l&#8217;attività aerobica regolare può abbassare la pressione fino a 5-10 mmHg in persone con ipertensione.</span></p>
<p><strong>Le evidenze scientifiche:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;attività fisica regolare aiuta a:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; ridurre la pressione arteriosa</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; mantenere un peso salutare</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; migliorare la salute cardiovascolare</span></p>
<p><strong>È fondamentale:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; consultare il medico per un programma personalizzato</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; iniziare gradualmente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  &#8211; monitorare la pressione durante l&#8217;attività</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Conclusioni</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La corretta informazione è il primo passo per una gestione efficace dell&#8217;ipertensione. Non solo aiuta a prevenire comportamenti dannosi, ma permette anche di:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; adottare strategie efficaci di prevenzione</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; seguire correttamente le terapie prescritte</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; mantenere uno stile di vita salutare</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; ridurre il rischio di complicanze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricorda sempre che l&#8217;ipertensione è una condizione seria ma gestibile, che richiede un approccio scientifico e personalizzato, sotto la guida di professionisti sanitari qualificati.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 16px;">Ti consiglio di leggere anche:</span><span style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 16px;"> &#8220;</span><a style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 16px;" href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-rischi-e-prevenziosi/">Ipertensione, il Killer che non fa notizia: i passi da fare e le raccomandazioni essenziali</a><span style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: 16px;">&#8220;</span></p>
<p>E condividi il più possibile queste informazioni con le persone a cui tieni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-quali-sono-le-7-convinzioni-piu-pericolose/">Ipertensione, quali sono le 7 convinzioni più pericolose?</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-quali-sono-le-7-convinzioni-piu-pericolose/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Misurare la pressione: ecco perché sono un po&#8217; controcorrente</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 14:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[pressione arteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[prima misurazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3298</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domanda: cosa fare quando misuriamo la pressione e troviamo un valore elevato? La buona prassi ci dice che dovremmo effettuare altre due misurazioni. Per tenere conto dell’effetto &#8220;camice bianco&#8221;, che ha a che fare con l’ansia e l’emotività del paziente. In questi casi la pressione arteriosa potrebbe temporaneamente salire.  Però per me non sempre è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/">Misurare la pressione: ecco perché sono un po&#8217; controcorrente</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: 400;">Domanda: cosa fare quando <strong>misuriamo la pressione</strong> e troviamo un <strong>valore elevato</strong>? </span></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">La buona prassi ci dice che dovremmo effettuare altre due misurazioni.</span></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Per tenere conto dell’<b>effetto &#8220;camice bianco&#8221;,</b> che ha a che fare con l’ansia e l’emotività del paziente.</span></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">In questi casi la pressione arteriosa potrebbe temporaneamente salire. </span></h3>
<h3>Però <strong>per me non sempre è così. </strong> Ti spiego perché</h3>
<h2><span style="font-weight: 400;">Misurare la pressione: la mia esperienza sul campo </span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando mi capita di rilevare <strong>un’ipertensione</strong>, non sempre seguo alla lettera la prassi comune. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Specialmente in <strong>fase di prima diagnosi</strong>, potrei <strong>fermarmi alla prima misurazione</strong>. </span>Voglio sottolineare questo punto: mi riferisco alla <strong>prima volta in cui scopriamo l&#8217;ipertensione.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché? Perché la prima rilevazione potrebbe avere un valore diagnostico che non andrebbe trascurato. Potrebbe raccontare </span>uno stato di partenza non influenzato da troppi “adattamenti” o rilassamenti indotti<span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei non essere frainteso: comprendo bene il valore delle misurazioni ripetute e delle medie dei valori. Servono proprio a evitare una diagnosi di ipertensione dovuta solo a un picco emotivo. Tuttavia trovo che questa prassi non vada seguita rigidamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sottovalutare quel valore iniziale significherebbe </span><b>perdere una traccia di informazioni </b>sulla condizione di <b>rischio latente</b><span style="font-weight: 400;">, o addirittura un’</span><b>ipertensione mascherata</b><span style="font-weight: 400;"> – situazioni in cui la pressione risulta normale in certi contesti, ma tende ad alzarsi in altri, e quindi si rischia di rimanere “coperta”.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">L’importanza degli esami strumentali: l&#8217;ecocardiogramma</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Dunque quando il primo valore è elevato, lo considero un <strong>possibile segnale d’allarme</strong> – una traccia di un quadro ipertensivo di base, che non si manifesterebbe con la stessa intensità nelle rilevazioni successive. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo approccio mi ha spesso dato conferme importanti: non è raro, infatti, che la prima misurazione sia poi validata da</span><b> esami strumentali</b><span style="font-weight: 400;">, come l’</span><b>ecocardiogramma</b><span style="font-weight: 400;">, che mostrano ispessimenti delle pareti cardiache, una tipica manifestazione di ipertensione di fondo. In questi casi, quella prima misurazione si dimostra più che significativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo esame è cruciale, perché in caso di ipertensione cronica spesso rivela un ispessimento delle pareti cardiache. Un segnale importante che indica un sovraccarico cardiovascolare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ecocardiogramma, quindi, ci aiuta a</span><b> confermare la diagnosi e a valutare l’impatto dell’ipertensione sugli organi</b><span style="font-weight: 400;">, fornendo un quadro accurato delle condizioni del cuore.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Misurare la pressione a casa: perché preferisco il monitoraggio per 10 giorni</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per una diagnosi completa, preferisco che il paziente prosegua con rilevazioni autonome a casa, due volte al giorno per circa </span><b>10 giorni consecutivi</b><span style="font-weight: 400;">, </span>anziché affidarmi esclusivamente a un Holter delle 24 ore<span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo metodo mi permette di osservare la pressione arteriosa in <strong>un arco di tempo più esteso</strong> e in condizioni di vita quotidiana. Mi offre un <strong>quadro più completo e realistico</strong> dello stato di salute del paziente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un monitoraggio di questo tipo fornisce un profilo più stabile e rappresentativo dei valori pressori, aiutandomi a personalizzare la diagnosi e il trattamento.</span></p>
<p>Sull&#8217;ipertensione troverai una lista veloce di raccomandazioni e consigli <a href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-arteriosa-super-lista/">in questa guida essenziale.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/">Misurare la pressione: ecco perché sono un po&#8217; controcorrente</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scompenso Cardiaco: con l’ultimo standard terapeutico, speranze concrete di ridurre le ospedalizzazioni?</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/scompenso-cardiaco-standard-terapeutico/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/scompenso-cardiaco-standard-terapeutico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 07:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ace-inibitori]]></category>
		<category><![CDATA[arni]]></category>
		<category><![CDATA[beta-bloccanti]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori SGLT2]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ospedalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[vericiguat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3276</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scompenso cardiaco rimane attualmente una sfida clinica complessa; malgrado ciò, oggi grazie alle nuove molecole, migliorano le prospettive per i pazienti. In sintesi questo è quanto è emerso nel corso del Convegno Nazionale sullo Scompenso Cardiaco, svoltosi ad Aprilia a fine Settembre di quest&#8217;anno. Vale la pena riassumere i punti principali. Cos’è lo scompenso cardiaco? [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/scompenso-cardiaco-standard-terapeutico/">Scompenso Cardiaco: con l’ultimo standard terapeutico, speranze concrete di ridurre le ospedalizzazioni?</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Lo scompenso cardiaco rimane attualmente una sfida clinica complessa; malgrado ciò,</span><span style="font-weight: 400;"> o</span><span style="font-weight: 400;">ggi grazie alle </span><b>nuove molecole</b><span style="font-weight: 400;">, migliorano le prospettive per i pazienti.</span></p>
<p>In sintesi questo è quanto è emerso nel corso del Convegno Nazionale sullo Scompenso Cardiaco, svoltosi ad Aprilia a fine Settembre di quest&#8217;anno.</p>
<p>Vale la pena riassumere i punti principali.</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Cos’è lo scompenso cardiaco?</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto chiariamo: per scompenso cardiaco si intende una condizione in cui il cuore </span><b>non riesce a pompare abbastanza sangue per sostenere le funzioni vitali</b><span style="font-weight: 400;"> dell’organismo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo può succedere per diversi motivi: il cuore potrebbe essere indebolito a causa di un infarto precedente, o perché la sua muscolatura è diventata troppo rigida, riducendo la capacità di contrarsi e rilassarsi correttamente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il risultato è un circolo sanguigno inefficace, con conseguente accumulo di liquidi nei polmoni o in altre parti del corpo, come le gambe.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">L’attuale standard di cura: i quattro pilastri del trattamento</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo le più aggiornate </span><a href="https://www.giornaledicardiologia.it/anticipazioni/articoli/37630/"><span style="font-weight: 400;">Linee Guida dell’European Society of Cardiology (ESC) </span></a><span style="font-weight: 400;">il trattamento dello scompenso cardiaco si basa attualmente su </span><b>quattro gruppi di farmaci principali</b><span style="font-weight: 400;">, ciascuno con un effetto specifico sul cuore e sul sistema circolatorio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo quali sono e come funzionano:</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">ACE-inibitori e ARNI</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli <strong>ACE-inibitori</strong> (come Ramipril o Enalapril) aiutano il cuore a lavorare con meno sforzo, abbassando la pressione e </span><b>riducendo lo stress sul muscolo cardiaco</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli </span><b>ARNI </b><span style="font-weight: 400;">sono inibitori dei recettori dell&#8217;Angiotensina e della Neprilisina, sono farmaci che combinano due principi attivi: </span><b>Sacubitril</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Valsartan</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Funzionano in questo modo:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Sacubitril</b><span style="font-weight: 400;"> blocca l’azione di un enzima chiamato neprilisina, che normalmente degrada alcune sostanze benefiche come i peptidi natriuretici</span><span style="font-weight: 400;">. Ciò permette</span><span style="font-weight: 400;"> una maggiore disponibilità di questi peptidi, incrementando quindi i loro effetti benefici, tra cui vasodilatazione, natriuresi e diuresi. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Valsartan</b><span style="font-weight: 400;">, invece, è un sartanico che blocca l&#8217;azione dell&#8217;angiotensina II, un ormone che causa la costrizione dei vasi sanguigni e l&#8217;aumento della pressione arteriosa.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Insieme, Sacubitril e Valsartan <strong>aiutano il cuore a lavorare con meno sforzo</strong>, <strong>riducono la ritenzione di liquidi e abbassano la pressione</strong>, migliorando la qualità della vita nei pazienti con scompenso cardiaco e riducendo il rischio di peggioramenti.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Antagonisti dei Recettori dei Mineralcorticoidi (MRA)</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Farmaci come lo spironolattone agiscono riducendo la ritenzione di sodio e acqua, contrastando il gonfiore e il sovraccarico di lavoro del cuore. </span><span style="font-weight: 400;">Sono molto utili per gestire la congestione, un sintomo comune nello scompenso cardiaco.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Beta-bloccanti</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Riducono il battito cardiaco e la forza con cui il cuore si contrae, permettendo al cuore di lavorare in maniera più efficiente e con meno fatica.  </span><span style="font-weight: 400;">Questo contribuisce a stabilizzare il cuore e a prevenire aritmie e altre complicanze gravi​.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Inibitori SGLT2</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizialmente usati per trattare il diabete, i farmaci come Dapagliflozin ed Empagliflozin hanno dimostrato di essere molto efficaci anche nei pazienti con scompenso cardiaco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Favoriscono l’eliminazione di sodio e glucosio attraverso i reni, riducendo così il volume di sangue da pompare e alleggerendo il carico sul cuore.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">La novità: Vericiguat, un potenziale “Quinto Pilastro”</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’importante aggiunta a questo schema terapeutico è il </span><b>Vericiguat</b><span style="font-weight: 400;">, destinato a diventare il quinto pilastro del trattamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo farmaco è indicato nei pazienti con </span><b>scompenso cardiaco cronico</b><span style="font-weight: 400;"> che hanno subito un recente peggioramento, nonostante il trattamento con i quattro gruppi di farmaci principali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il meccanismo d’azione di Vericiguat è unico e differente rispetto a quello degli altri farmaci per lo scompenso cardiaco. Infatti agisce sulla via dell’</span><b>ossido nitrico (NO)-guanilato ciclasi solubile (sGC)-guanosina monofosfato ciclica (cGMP)</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo modo Vericiguat migliora il rilassamento delle cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni, riduce la rigidità dei tessuti e diminuisce la pressione arteriosa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In termini pratici, aiuta a </span><b>migliorare il flusso sanguigno</b><span style="font-weight: 400;"> e a </span><b>ridurre la fibrosi del miocardio</b><span style="font-weight: 400;">, che è un fattore chiave nella progressione dello scompenso cardiaco.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Un farmaco dal futuro promettente</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Vericiguat rappresenta un’aggiunta importante al trattamento dello scompenso cardiaco, soprattutto per i pazienti che continuano a manifestare peggioramenti clinici nonostante la terapia convenzionale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo meccanismo d’azione innovativo e la capacità di ridurre le ospedalizzazioni offrono una speranza per un miglior controllo della malattia. Tuttavia, è necessario continuare a monitorarne l’efficacia a lungo termine e a identificarne i benefici in sottogruppi di pazienti specifici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel complesso, Vericiguat potrebbe diventare uno dei farmaci chiave per la gestione dello scompenso cardiaco nei prossimi anni, ma resta fondamentale un’attenta selezione dei pazienti e un monitoraggio costante durante il trattamento.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Prevenire è essenziale</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre lavoriamo verso un futuro con meno ospedalizzazioni e più serenità per i pazienti, non dimentichiamo mai la prevenzione, fondamentale per la salute cardiovascolare. Qui trovi un piccolo vademecum ragionato, in 7 semplici punti: &#8220;<a href="https://www.ettorebasso.it/prevenzione-raccomandazioni-essenziali/">Prevenzione, quello che possiamo fare per il Cuore&#8221;</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/scompenso-cardiaco-standard-terapeutico/">Scompenso Cardiaco: con l’ultimo standard terapeutico, speranze concrete di ridurre le ospedalizzazioni?</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/scompenso-cardiaco-standard-terapeutico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipertensione in Autunno: le raccomandazioni non sono mai troppe contro il rischio più subdolo</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-in-autunno-raccomandazioni/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-in-autunno-raccomandazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ettore Giovanni Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 12:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ipertensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ipertensione? Lo so, ne parliamo spesso: se mi segui, sai che insisto molto su questo argomento; e per il bene dei pazienti continuerò a farlo. Infatti, la prevenzione non è mai abbastanza: l’ipertensione rimane uno dei fattori di rischio più subdoli, proprio perché sottovalutata. Quindi con l’arrivo dell’autunno e l’abbassamento delle temperature prestiamo di nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-in-autunno-raccomandazioni/">Ipertensione in Autunno: le raccomandazioni non sono mai troppe contro il rischio più subdolo</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ipertensione? Lo so, ne parliamo spesso: se mi segui, sai che insisto molto su questo argomento; e per il bene dei pazienti continuerò a farlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti, la prevenzione non è mai abbastanza: l’</span><b>ipertensione rimane uno dei fattori di rischio più subdoli</b><span style="font-weight: 400;">, proprio perché sottovalutata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi con l’arrivo dell’autunno e l’abbassamento delle temperature prestiamo </span><b>di nuovo attenzione</b><span style="font-weight: 400;"> alle </span><b>variazioni della pressione arteriosa</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Ipertensione, cosa succede con il freddo</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando fa freddo, il nostro corpo</span><b> cerca di trattenere il calore contraendo i vasi sanguigni</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa vasocostrizione può aumentare la pressione arteriosa, poiché il cuore deve pompare il sangue attraverso un sistema di vasi più stretti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone ipertese devono fare particolare attenzione, perché il freddo può portare a un innalzamento significativo della pressione, incrementando i rischi di complicazioni come </span><b>infarti</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>ictus</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Ipertensione, ecco cosa fare in Autunno</span></h2>
<p><b>Punti essenziali</b><span style="font-weight: 400;"> per mantenere sotto controllo la pressione arteriosa durante l’autunno e l’inverno:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Riprendi le terapie che avevi ridotto durante l’estate: </b>se durante i mesi caldi <a href="https://www.ettorebasso.it/pressione-arteriosa-caldo-estate-quali-trappole/">avevi ridotto o sospeso le terapie a causa delle temperature elevate</a>, con l’autunno dovrai ripristinare il regime terapeutico adeguato per evitare picchi di pressione che potrebbero mettere a rischio la salute cardiovascolare. In generale, vale sempre la raccomandazione di base: prima di qualsiasi variazione, consulta sempre il tuo medico.</li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Monitora regolarmente la pressione</b><span style="font-weight: 400;">: è importante continuare a misurare la pressione con regolarità, soprattutto se noti sintomi come mal di testa, vertigini o senso di oppressione toracica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Mantieni il corpo caldo</b><span style="font-weight: 400;">: evita di esporti troppo al freddo e vestiti adeguatamente. Il freddo intenso può aumentare lo stress sul sistema cardiovascolare.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Evita bruschi cambi di temperatura</b><span style="font-weight: 400;">: passare da ambienti molto freddi a quelli caldi, o viceversa, può stressare ulteriormente il cuore. Cerca di acclimatarti gradualmente.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Segui una dieta equilibrata</b><span style="font-weight: 400;">: ridurre il consumo di sale e seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali può aiutare a mantenere la pressione sotto controllo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Non sospendere la terapia</b><span style="font-weight: 400;">: è fondamentale non interrompere mai i farmaci ipotensivi senza consultare il medico. Anche se la pressione sembra tornare a valori normali, i farmaci devono essere assunti regolarmente per prevenire pericolosi picchi ipertensivi.</span></li>
</ul>
<h2><span style="font-weight: 400;">Uno stile di vita attivo è importante</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nei mesi freddi è importante mantenere uno stile di vita attivo. L’attività fisica moderata, come camminare o fare ginnastica a casa, può aiutare a mantenere il cuore in salute e a controllare la pressione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, quando le temperature sono molto basse, fai attenzione quando compi sforzi intensi all’aperto.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ipertensione-in-autunno-raccomandazioni/">Ipertensione in Autunno: le raccomandazioni non sono mai troppe contro il rischio più subdolo</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/ipertensione-in-autunno-raccomandazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
