
Da un po’ di tempo me lo chiedono: “posso fare la doccia fredda? Che controindicazioni ci sono?”. Nessuna se sei Chris Hemsworth, ho risposto giorni fa ad un amico. Mi era capitato di vedere l’attore di Thor immergersi in vasche piene di ghiaccio: in effetti con testimonial così l’idea di tuffarsi nell’acqua gelida, come un orso polare, diventa affascinante.
Rispondo subito e sottolineo: deve valere sempre la regola di chiedere la preventiva valutazione del medico. Anche per bagni o docce fredde, no al fai da te; specialmente in presenza di patologie.
La questione della crioterapia è tornata alla ribalta soprattutto da quando Win Hof l’ha scelta come missione personale. Da anni “l’uomo di ghiaccio” divulga senza sosta il suo verbo con libri, conferenze e corsi. Famoso per aver scalato il Monte Everest indossando pantaloncini, Hof esorta ad esporsi al freddo, per riceverne una copiosa serie di benefici. Insomma, la doccia fredda da tempo è una tendenza che si propaga inarrestabile su social, libri e video.
Criosauna, vasche, doccia fredda
La crioterapia (la terapia del freddo) è utilizzata specialmente in ambienti sportivi, ad esempio per aumentare la tonicità muscolare, o per ridurre dolori e infiammazioni. Studi a favore di questa pratica, le riconoscono anche effetti antiossidanti. Esistono varie modalità. Ad esempio la vasca per immersione nel ghiaccio, come quella usata da Hemsworth; oppure la criosauna, dove si espone il corpo a una nube di azoto. In quest’ultimo caso le temperature di solito oscillano tra -110° C e -160°C.
Le docce fredde in questo senso potrebbero essere un’opzione per chi non ha accesso a cabine di crioterapia o a vasche per immersione in acqua ghiacciata.
Le controindicazioni
Ribadendo che ogni paziente deve essere valutato attentamente, la terapia del freddo dovrebbe essere controindicata almeno in questi casi:
- Malattie del sistema cardiocircolatorio
- Gravidanza
- Ipertensione
- Insufficienza respiratoria grave
- Patologie renali
La voce critica dell’American Heart Association
Una voce autorevole.
Sul tema si esprime in modo chiaro l’American Heart Association, con l’articolo You are not e polar bear: the plunge into cold water comes with risks. Un titolo eloquente, che in italiano suona così: “non sei un orso polare, il tuffo nell’acqua fredda comporta dei rischi”. L’articolo è in inglese ma ne riporto tradotti alcuni stralci, quelli più significativi:
“(…) L’attore Chris Hemsworth, famoso per Thor, ha contribuito a promuovere l’idea che l’esposizione al freddo faccia bene al sistema immunitario, quando ha nuotato nell’Artico senza muta, per la serie televisiva Limitless del National Geographic. Ma le prove a sostegno dei benefici della terapia del freddo rimangono scarse. Gli esperti avvertono che per alcuni lo shock termico è rischioso, anche a temperature non gelide. Il dottor Jorge Plutzky, direttore della cardiologia preventiva al Brigham Hospital di Boston ha dichiarato: “se ci siano o meno benefici per la salute non è chiaro e non è stato stabilito”.
Alcuni studi suggeriscono che le persone che si adattano all’immersione in acqua fredda (…) possono ridurre l’infiammazione e altri rischi cardiovascolari. Ma altre ricerche hanno riscontrato livelli più elevati di troponina nei nuotatori che gareggiano in inverno; questo implica che un’immersione prolungata in acqua fredda potrebbe portare danni al muscolo cardiaco.
Le persone con problemi cardiaci possono anche assumere farmaci, come i beta-bloccanti, che abbassano la pressione sanguigna e riducono la frequenza cardiaca, il che potrebbe rendere più difficile per il corpo adattarsi allo shock di un improvviso calo di temperatura.”
