<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cardiologia Archivi - dott. Ettore Giovanni Basso</title>
	<atom:link href="https://www.ettorebasso.it/category/cardiologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ettorebasso.it/category/cardiologia/</link>
	<description>Cardiologo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 21 Sep 2025 16:14:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.3</generator>

<image>
	<url>https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/06/cropped-ettorebasso_favicon-32x32.png</url>
	<title>Cardiologia Archivi - dott. Ettore Giovanni Basso</title>
	<link>https://www.ettorebasso.it/category/cardiologia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/</link>
					<comments>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 10:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione e Stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[connessione mente-cuore]]></category>
		<category><![CDATA[cuore e stress]]></category>
		<category><![CDATA[cuore ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=3884</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta, a livello europeo, il benessere mentale entra a pieno titolo in un documento ufficiale della cardiologia europea; infatti viene riconsociuto che fattori come ansia, depressione, stress e isolamento sociale non sono solo condizioni collaterali, ma fattori che influenzano direttamente la prognosi e la prevenzione delle malattie del cuore. Questo riconoscimento arriva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/">Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, a livello europeo, il benessere mentale entra a pieno titolo in un documento ufficiale della cardiologia europea; infatti viene riconsociuto che fattori come <strong>ansia, depressione, stress e isolamento sociale</strong> non sono solo condizioni collaterali, ma fattori che <strong>influenzano direttamente la prognosi e la prevenzione delle malattie del cuore</strong>.</p>
<p>Questo riconoscimento arriva dalla Società Europea di Cardiologia (ESC), che al congresso di Madrid 2025 ha presentato il primo <em data-start="754" data-end="784">Clinical Consensus Statement</em> interamente dedicato al legame tra benessere mentale e salute cardiovascolare.</p>
<h2 data-start="1441" data-end="1479">Un legame antico</h2>
<p data-start="1480" data-end="1982">La relazione tra benessere mentale e cuore non è una scoperta recente. Già negli anni ’70 si parlava di “personalità di tipo A” come fattore di rischio cardiovascolare.</p>
<p data-start="1480" data-end="1982">Negli anni ’90 la neurocardiologia ha iniziato a studiare come stress, ansia e depressione influenzassero la fisiologia cardiaca, dalla pressione arteriosa al ritmo del cuore. Più recentemente, grandi studi osservazionali hanno dimostrato che <strong data-start="1880" data-end="1979">una persona su tre con malattie cardiovascolari convive anche con un disturbo di salute mentale</strong>.</p>
<p data-start="1984" data-end="2008">Il problema è duplice:</p>
<ul data-start="2009" data-end="2304">
<li data-start="2009" data-end="2131">
<p data-start="2011" data-end="2131"><strong data-start="2011" data-end="2128">chi soffre di depressione, ansia o stress cronico sembrerebbe avere un rischio più alto di infarto, aritmie e scompenso cardiaco</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2132" data-end="2304">
<p data-start="2134" data-end="2304"><strong data-start="2134" data-end="2212">chi ha una patologia cardiaca tende a sviluppare più facilmente disturbi psicologici</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2306" data-end="2459">Un circolo vizioso che, fino a oggi, la pratica clinica ha guardato con attenzione discontinua, senza mai integrare davvero i due aspetti.</p>
<h2 data-start="2466" data-end="2490">La svolta di Madrid sul benessere mentale</h2>
<p data-start="2491" data-end="2766">Il documento approvato dall’ESC ribalta questo approccio. Chiede che in futuro il benessere mentale entri a pieno titolo nelle routine di <strong data-start="2563" data-end="2626">screening</strong>. Quindi che i<strong data-start="2563" data-end="2626"> sintomi depressivi, ansiosi o post-traumatici</strong> diventino parte del protocollo delle visite cardiologiche, E che, d&#8217;altro canto, il monitoraggio del rischio cardiovascolare entri nei percorsi psichiatrici.</p>
<p data-start="2768" data-end="3101">Il nucleo del cambiamento sta nella creazione dei cosiddetti <strong data-start="2828" data-end="2853">“Psycho-Cardio Teams”</strong>, gruppi multidisciplinari composti da cardiologi, psicologi, psichiatri, infermieri e altri professionisti. Non più un consulto occasionale, ma un modello organizzativo stabile, capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.</p>
<h2 data-start="2768" data-end="3101">Un cambiamento culturale</h2>
<p data-start="3138" data-end="3532">Il professor Héctor Bueno, tra i coordinatori del documento, ha dichiarato: “È necessario che i professionisti del cuore collaborino con quelli della mente per riconoscere precocemente i disturbi psicologici nei pazienti e migliorare così non solo la qualità delle cure, ma anche il sostegno ai <em>caregiver</em>”.</p>
<p data-start="3534" data-end="3822">Non è solo una questione clinica, ma di <strong data-start="3574" data-end="3592">cultura medica</strong>. Significa accettare che depressione e ansia non siano “effetti collaterali” da trattare altrove, ma <strong data-start="3694" data-end="3738">parti essenziali della malattia cardiaca</strong>. Una visione che cambierà il modo di fare prevenzione, diagnosi e riabilitazione.</p>
<h2 data-start="3829" data-end="3859">Cosa cambia nella pratica</h2>
<p data-start="3860" data-end="3914">Il Consensus fornisce indicazioni operative precise:</p>
<ul data-start="3916" data-end="4427">
<li data-start="3916" data-end="4020">
<p data-start="3918" data-end="4020"><strong data-start="3918" data-end="3940">Screening regolari</strong> con strumenti rapidi e validati.</p>
</li>
<li data-start="4021" data-end="4193">
<p data-start="4023" data-end="4193"><strong data-start="4023" data-end="4050">Modelli di stepped care</strong>, che vanno dal supporto psicologico alla psicoterapia fino, se necessario, ai farmaci antidepressivi “cardio-friendly” (come la sertralina).</p>
</li>
<li data-start="4194" data-end="4309">
<p data-start="4196" data-end="4309"><strong data-start="4196" data-end="4228">Interventi non farmacologici</strong>: attività fisica, riabilitazione cardiaca, mindfulness, gestione dello stress.</p>
</li>
<li data-start="4310" data-end="4427">
<p data-start="4312" data-end="4427"><strong data-start="4312" data-end="4358">Attenzione alle interazioni farmacologiche</strong>, dal rischio di prolungamento del QT agli effetti sul metabolismo.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4429" data-end="4555">In altre parole: la salute mentale non è più un optional, ma un capitolo obbligatorio delle cartelle cliniche cardiologiche.</p>
<h2 data-start="4562" data-end="4592">Un percorso lungo decenni</h2>
<p data-start="4593" data-end="4975">Questa svolta è il risultato di decenni di lavoro scientifico. Studi come <strong data-start="4667" data-end="4680">HF-ACTION</strong> (che ha dimostrato il valore dell’esercizio fisico nello scompenso cardiaco) o le ricerche italiane sul ruolo dello stress e della resilienza hanno lentamente accumulato prove. Si veda ad esempio anche l&#8217;articolo apparso recentemente su Repubblica: <a href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/frontiere/2025/03/25/news/cuore_cervello_cardiologia_neurologia-424085400/">Cuore e cervello, una connessione più profonda di quanto immaginiamo</a></p>
<h2 data-start="4982" data-end="5002">Le sfide future</h2>
<p data-start="5003" data-end="5260">Il documento non nasconde i limiti: mancano protocolli standardizzati, studi di costo-efficacia e algoritmi chiari per tutti i contesti. Servono nuove ricerche, soprattutto negli anziani, nei pazienti complessi e in chi convive con malattie mentali gravi.</p>
<p data-start="5262" data-end="5415">Ma il messaggio è chiaro: la strada è tracciata. Dalle linee guida alla clinica quotidiana, la sfida è trasformare questa presa di posizione in realtà.</p>
<h2 data-start="5422" data-end="5461">Perché è una svolta per i pazienti</h2>
<p data-start="5462" data-end="5838">Per milioni di persone, significa avere più possibilità che ansia, depressione e stress non restino invisibili nelle visite cardiologiche. Significa ricevere cure integrate, non frammentate. Significa che parlare con il proprio cardiologo di come ci si sente, psicologicamente oltre che fisicamente, non sarà più visto come “fuori tema”, ma come parte essenziale della cura.</p>
<p data-start="5840" data-end="6094">Come ha detto la professoressa Christi Deaton, coautrice del documento:<br data-start="5911" data-end="5914" />“Ci auguriamo che i pazienti si sentano finalmente liberi di parlare della propria salute mentale con i cardiologi, con la certezza che i loro problemi verranno presi sul serio”.</p>
<p data-start="4429" data-end="4555">
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/">Svolta della Cardiologia europea: ora su benessere mentale e cuore l&#8217;Esc segna una rotta precisa</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ettorebasso.it/benessere-mentale-cuore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riconoscere i sintomi di un infarto è un salva-vita, nuova conferma dall&#8217;ESC</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/sintomi-infarto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ettore Giovanni Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 05:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Infarto]]></category>
		<category><![CDATA[Infarto miocardico]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=2045</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Comprendere e riconoscere tempestivamente i sintomi dell&#8217;infarto miocardico: una questione che mi preme molto. Si tratta di un&#8217;emergenza medica: chi ne è colpito necessita di cure immediate. Lo conferma ulteriormente uno studio presentato in questi giorni a ESC Congress 2023, condotto su ben 11.894 pazienti, come descritto nell&#8217;articolo pubblicato su Cardioinfo. Anche in questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/sintomi-infarto/">Riconoscere i sintomi di un infarto è un salva-vita, nuova conferma dall&#8217;ESC</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2291 size-full" src="https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/08/infarto.webp" alt="sintomi infarto" width="724" height="483" srcset="https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/08/infarto.webp 724w, https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/08/infarto-300x200.webp 300w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></p>
<p>Comprendere e riconoscere tempestivamente i sintomi dell&#8217;infarto miocardico: una questione che mi preme molto. Si tratta di un&#8217;<strong>emergenza medica</strong>: chi ne è colpito necessita di cure immediate.</p>
<p>Lo conferma ulteriormente uno studio presentato in questi giorni a <a href="https://cardioinfo.it/congresso/esc-2023/">ESC Congress 2023</a>, condotto su ben <strong>11.894 pazienti</strong>, come descritto nell&#8217;articolo pubblicato su <a href="https://cardioinfo.it/news/saper-riconoscere-i-sintomi-di-un-infarto-miocardico-puo-salvarti-la-vita/">Cardioinfo</a>.</p>
<p>Anche in questo caso, i sintomi riportati dai pazienti sono stati:</p>
<p>1) <strong>dolore</strong> <strong>toracico</strong></p>
<p>2) <strong>dispnea</strong> (difficoltà respiratoria)</p>
<p>3) <strong>sudore freddo</strong></p>
<p>4) <strong>dolore irradiato</strong> alla mascella, alla spalla o al braccio</p>
<p>5) <strong>capogiri</strong>, vertigini, stordimento</p>
<p>6) <strong>mal di stomaco</strong></p>
<p>Kyehwan Kim, responsabile dello studio, ha sottolineato che è <strong>necessaria un’educazione</strong> generale ai sintomi, perché chiunque possa chiamare tempestivamente il servizio di pronto soccorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/sintomi-infarto/">Riconoscere i sintomi di un infarto è un salva-vita, nuova conferma dall&#8217;ESC</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ascolto del paziente: quella chiave in più che viene dal passato</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/ascolto-del-paziente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ettore Giovanni Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologo]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto medico paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ettorebasso.it/?p=1805</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ascolto del paziente, a che punto siamo oggi? Nel 2019 ne parlava anche un sondaggio del Quotidiano Sanità, effettuato su un campione di medici bresciani. La crisi della medicina e della figura del medico sono reali per il 92.2% degli intervistati. Vero è che c&#8217;è sempre meno tempo per l&#8217;altro; e la mole di pressioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ascolto-del-paziente/">Ascolto del paziente: quella chiave in più che viene dal passato</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1995 size-full" src="https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/07/medico-paziente-.webp" alt="ascolto del paziente" width="800" height="595" srcset="https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/07/medico-paziente-.webp 800w, https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/07/medico-paziente--300x223.webp 300w, https://www.ettorebasso.it/wp-content/uploads/2023/07/medico-paziente--768x571.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ascolto del paziente, a che punto siamo oggi?</p>
<p>Nel 2019 ne parlava anche un sondaggio del <a href="https://www.quotidianosanita.it/m/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=76188">Quotidiano Sanità</a>, effettuato su un campione di medici bresciani.</p>
<p>La <strong>crisi della medicina </strong>e della<strong> figura del medico</strong> sono reali per il <strong>92.2%</strong> degli intervistati.</p>
<p>Vero è che c&#8217;è sempre meno tempo per l&#8217;altro; e la mole di pressioni sociali e individuali aumenta.</p>
<p>Vale anche in campo medico, dove il rapporto tra dottore e assistito risente negativamente delle tante <strong>problematiche sanitarie</strong>.</p>
<p>Ma proprio per questi motivi, noi medici dovremmo impegnarci per invertire la tendenza.</p>
<h2>L&#8217;ascolto del paziente: una chiave per la terapia</h2>
<p>Quindi, rispetto alla crescente pressione collettiva, bisognerebbe riuscire a stabilire fin da subito un clima disteso.</p>
<p>Non solo perché chi si sente ascoltato riesce a <strong>comunicare</strong> più facilmente i suoi <strong>disagi</strong>; ma anche perché una dimensione di fiducia permette una maggiore probabilità di <strong>successo della terapia</strong>.</p>
<p>Allo stesso modo, nella fase della visita vera e propria, quando il medico mette in campo gli strumenti e le metodologie, il paziente dovrebbe rimanere centrale, nella sua individualità, con <strong>la sua storia</strong> e le sue specificità.</p>
<h2><strong>Ascolto e <em>teach-back</em></strong></h2>
<p>Lo so, in medicina e altrove sentiamo parlare tanto di ascolto e di dialogo.</p>
<p>Ma ammettiamolo: di fatto, le condizioni che oggi viviamo, lo rendono un bene raro.</p>
<p>Bisogna invece avere uno sguardo ampio, tenere conto dello stile di vita del paziente, nonché delle eventuali difficoltà nel seguire il trattamento.</p>
<p>Occorre anche stimolare il paziente a fare domande, per verificare se abbia davvero compreso. E&#8217; importane l&#8217;approccio <strong><em>teach-back</em></strong>, ovvero chiedere al paziente di esprimere a parole proprie, quanto dice il medico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ettorebasso.it/ascolto-del-paziente/">Ascolto del paziente: quella chiave in più che viene dal passato</a> proviene da <a href="https://www.ettorebasso.it">dott. Ettore Giovanni Basso</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
