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	Commenti a: Misurare la pressione: ecco perché sono un po&#8217; controcorrente	</title>
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	<description>Cardiologo</description>
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		Di: EttoreGBasso		</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/#comment-1161</link>

		<dc:creator><![CDATA[EttoreGBasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 14:08:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/#comment-1160&quot;&gt;Pier Giorgio Saviotti&lt;/a&gt;.

Gentile Signor Saviotti,

grazie per aver condiviso la sua esperienza nella gestione della pressione arteriosa. Comprendo quanto sia impegnativo monitorare i valori pressori e gestire la terapia; la sua attenzione nella cura della sua salute è davvero encomiabile.

Anche se le sue misurazioni quotidiane mostrano oscillazioni, ciò che per i medici dovrebbe essere più significativo è la stabilità degli organi principali - cuore e reni - nel lungo periodo. 
Direi quindi di continuare con controlli periodici — ad esempio annuali  - per monitorare il cuore e i reni con esami specifici, come l’ecocardiografia e le analisi di funzionalità renale. 
L&#039;ecocardiografia, in particolare, permette di monitorare con precisione le misure e la funzionalità del cuore: lo spessore parietale, le dimensioni del ventricolo e la funzione cardiaca complessiva. Se questi parametri rimangono invariati, insieme a una funzionalità renale stabile, significa che la terapia sta funzionando e che la pressione è stata ben controllata nel tempo. Questi sono segnali importanti per valutare che la pressione, pur con variazioni quotidiane, non stia causando danni agli organi.

Qualora avesse bisogno, mi contatti pure con fiducia al mio numero: 338 2133925

Saluto con cordialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/#comment-1160">Pier Giorgio Saviotti</a>.</p>
<p>Gentile Signor Saviotti,</p>
<p>grazie per aver condiviso la sua esperienza nella gestione della pressione arteriosa. Comprendo quanto sia impegnativo monitorare i valori pressori e gestire la terapia; la sua attenzione nella cura della sua salute è davvero encomiabile.</p>
<p>Anche se le sue misurazioni quotidiane mostrano oscillazioni, ciò che per i medici dovrebbe essere più significativo è la stabilità degli organi principali &#8211; cuore e reni &#8211; nel lungo periodo.<br />
Direi quindi di continuare con controlli periodici — ad esempio annuali  &#8211; per monitorare il cuore e i reni con esami specifici, come l’ecocardiografia e le analisi di funzionalità renale.<br />
L&#8217;ecocardiografia, in particolare, permette di monitorare con precisione le misure e la funzionalità del cuore: lo spessore parietale, le dimensioni del ventricolo e la funzione cardiaca complessiva. Se questi parametri rimangono invariati, insieme a una funzionalità renale stabile, significa che la terapia sta funzionando e che la pressione è stata ben controllata nel tempo. Questi sono segnali importanti per valutare che la pressione, pur con variazioni quotidiane, non stia causando danni agli organi.</p>
<p>Qualora avesse bisogno, mi contatti pure con fiducia al mio numero: 338 2133925</p>
<p>Saluto con cordialità</p>
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		Di: Pier Giorgio Saviotti		</title>
		<link>https://www.ettorebasso.it/misurare-la-pressione/#comment-1160</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier Giorgio Saviotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 19:38:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 85 anni e da molti anni ho pressione alta. Ma ipertensione &quot;ballerina&quot; che da 1 ora all&#039; altra passa da 190 a 140 , ma minima quasi sempre attorno alla norma o meno (70&#062;&#060;85), stabile pur con escursioni. Col caldo sì abbassa con pochi farmaci e a volte anche troppo. Tante visite cardio, nefrologiche, infinite analisi, ormoni, surrene, ecodoppler, prove da sforzo, inutili holter, suggerimenti di controllo delle varie medie altrettanto senza senso in quanto sono i picchi, specie se protratti, a rendere pericoloso ogni evento non le medie statistiche inventate da teorici per avere alibi comportamentali, ecc. Non trova, nessuno di quelli a cui mi sono rivolto, la dritta cura. I medici fanno la diagnosi mirata a quel giorno e quell&#039; ora di visita con quella estemporanea misurazione e sentenziano sempre l&#039;applicazione di nuovi farmaci e comportamenti anche alimentari. Ma non possono entrare nel mio(e di tanti) caso . L&#039; unico sistema lo faccio io da un anno almeno e anche in precedenza, ed è di provare la pressione almeno tre volte al giorno ed ogni volta almeno tre misure ogni 5 minuti e con apparecchi non solo elettronici, ma parallelizzati con il metodo tradizionale a controllo anche manometrico e auscultante. La pressione mi cambia sempre e devo assumere medicine varie (tra le tante altre) a seconda del bisogno e testate nel tempo anche a causa di sempre presenti effetti collaterali, nonchè di tempistica e modalità di azione anche in funzione del calcolo di dosaggio. Quindi, d&#039;accordo col curante che anch&#039;egli non sa cosa fare, dopo aver provato decine di soluzioni medicinali che, tra l&#039; altro, provocano effetti secondarie  spiacevoli, devo perdere(o guadagnare) tanto del mio tempo e della mia pazienza per trovare la massima resa col minimo mezzo.  Potrei essere giudicato maniaco ma così spero di limitare i rischi dei picchi ipertensivi che sappiamo essere molto importanti.
Nel commentare le idee dello specialista, sono d&#039;accordo su molte riflessioni, ma non su quella dell&#039;unica misurazione, anche se, teoricamente, può avere una sua validità. Il motivo per me è che poi si deve procedere ad una terapia che, giocoforza, dovrà pur basarsi su alte misure e quindi abbattimenti più consistenti che, nel caso di persone con caratteristiche come le mie, potrebbero trovarsi, come anche già provato, a picchi ipotensivi molto fastidiosi. D&#039;accordo anche sull&#039;inutilità di Holter anche se dieci giorni (sarebbe da farsi costantemente) e grazie dell&#039;attenzione. Pier Giorgio Saviotti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 85 anni e da molti anni ho pressione alta. Ma ipertensione &#8220;ballerina&#8221; che da 1 ora all&#8217; altra passa da 190 a 140 , ma minima quasi sempre attorno alla norma o meno (70&gt;&lt;85), stabile pur con escursioni. Col caldo sì abbassa con pochi farmaci e a volte anche troppo. Tante visite cardio, nefrologiche, infinite analisi, ormoni, surrene, ecodoppler, prove da sforzo, inutili holter, suggerimenti di controllo delle varie medie altrettanto senza senso in quanto sono i picchi, specie se protratti, a rendere pericoloso ogni evento non le medie statistiche inventate da teorici per avere alibi comportamentali, ecc. Non trova, nessuno di quelli a cui mi sono rivolto, la dritta cura. I medici fanno la diagnosi mirata a quel giorno e quell&#039; ora di visita con quella estemporanea misurazione e sentenziano sempre l&#039;applicazione di nuovi farmaci e comportamenti anche alimentari. Ma non possono entrare nel mio(e di tanti) caso . L&#039; unico sistema lo faccio io da un anno almeno e anche in precedenza, ed è di provare la pressione almeno tre volte al giorno ed ogni volta almeno tre misure ogni 5 minuti e con apparecchi non solo elettronici, ma parallelizzati con il metodo tradizionale a controllo anche manometrico e auscultante. La pressione mi cambia sempre e devo assumere medicine varie (tra le tante altre) a seconda del bisogno e testate nel tempo anche a causa di sempre presenti effetti collaterali, nonchè di tempistica e modalità di azione anche in funzione del calcolo di dosaggio. Quindi, d&#039;accordo col curante che anch&#039;egli non sa cosa fare, dopo aver provato decine di soluzioni medicinali che, tra l&#039; altro, provocano effetti secondarie  spiacevoli, devo perdere(o guadagnare) tanto del mio tempo e della mia pazienza per trovare la massima resa col minimo mezzo.  Potrei essere giudicato maniaco ma così spero di limitare i rischi dei picchi ipertensivi che sappiamo essere molto importanti.<br />
Nel commentare le idee dello specialista, sono d&#039;accordo su molte riflessioni, ma non su quella dell&#039;unica misurazione, anche se, teoricamente, può avere una sua validità. Il motivo per me è che poi si deve procedere ad una terapia che, giocoforza, dovrà pur basarsi su alte misure e quindi abbattimenti più consistenti che, nel caso di persone con caratteristiche come le mie, potrebbero trovarsi, come anche già provato, a picchi ipotensivi molto fastidiosi. D&#039;accordo anche sull&#039;inutilità di Holter anche se dieci giorni (sarebbe da farsi costantemente) e grazie dell&#039;attenzione. Pier Giorgio Saviotti.</p>
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